La neuropsicologia è una scienza interdisciplinare, che, alle sue origini, integrava conoscenze da due discipline maggiori: la neurologia (la branca della medicina che studia le malattie del sistema nervoso) e la psicologia (la scienza della vita mentale, secondo la definizione di William James [1895].
La neuropsicologia ha, fin dalle origini, una duplice finalità: sperimentale e clinica.
I deficit causati da lesioni cerebrali sono indagati, infatti, da un lato con scopi descrittivi e di scoperta, per esplorare la struttura funzionale della mente e i suoi correlati neurali (neuropsicologia sperimentale), dall’altro con finalità diagnostiche e riabilitative (neuropsicologia clinica).

Oggi la neuropsicologia si avvale di contributi da diverse discipline (tra queste, la neuroradiologia, la medicina nucleare e l’elettrofisiologia) per indagare le relazioni delle funzioni mentali (e i loro deficit) con il cervello.

La neuropsicologia è la disciplina scientifica che fornisce una descrizione e interpretazione delle relazioni complesse tra le funzioni mentali e la loro base cerebrale. Studia i deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali causati da lesioni o disfunzioni del sistema nervoso centrale, da degenerazioni progressive che interessano la corteccia cerebrale dei due emisferi, ma anche strutture sottocorticali (tra le quali il talamo, i gangli della base, l’ipotalamo e l’amigdala) e fasci di sostanza bianca che collegano le diverse aree corticali tra loro e con le strutture sottocorticali.

 

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